PESARO – Calano le imprese ma aumentano gli addetti. I dati generali dell’economia della provincia di Pesaro e Urbino relativi al 2025 dipingono uno scenario nuovo che è anche sintomo di un cambiamento strutturale. E’ quanto emerso nel corso della CONFERENZA STAMPA di inizio anno della CNA di Pesaro e Urbino che si è svolta nella Sala del Consiglio comunale di Pesaro alla quale hanno preso parte il presidente provinciale, Michele Matteucci, il segretario provinciale, Antonio Bianchini e il segretario CNA Marche, Moreno Bordoni. Per il Comune di Pesaro era presente l’assessore Riccardo Pozzi. Nel corso dell’incontro con gli operatori dell’informazione sono stati illustrati i dati sull’economia della provincia raccolti dal Centro studi della CNA delle Marche. Nell’anno appena trascorso aumenta – seppur di poco – il numero degli addetti nei macrosettori (primario, industria, costruzioni, terziario), di un + 0,5% mentre la regione li mantiene solo stabili. Tutto questo mentre il numero complessivo di imprese in provincia è in caduta libera da anni, seppure il 2025 abbia regalato, almeno fino al mese di ottobre (ultimi dati disponibili), una lieve crescita: + 0,4%.
Secondo la CNA di Pesaro e Urbino questo fenomeno ha una spiegazione chiara. Calano purtroppo le imprese attive ma quelle che resistono si strutturano, si posizionano sui mercati grazie agli investimenti e assumono. E’ una nuova realtà che indica come per rimanere competitivi sia necessaria visione, flessibilità, capacità di adeguarsi ai mercati potenziando innovazione, competenze e uso delle tecnologie. Ma la fotografia sull’economia della provincia ci dice anche altre cose. Ad esempio che nel periodo aprile ottobre nonostante la fine del Superbonus, sono cresciute le imprese attive nelle costruzioni (+0,5%), dato che non fa il pari con il tracollo della fine dello scorso anno. Infatti da ottobre 2024 allo stesso mese del 2025 il settore costruzioni ha registrato (-3,4%). Aumentano le attività del terziario (+1%) e in quasi tutte le attività di servizio ad eccezione del commercio che continua a calare (-0,4%), dei trasporti (-0,8%); così come, stranamente, dei servizi di alloggio e ristorazione (-0,7%). Aumentano invece le imprese nelle attività editoriali e di produzione di contenuti (+2,0%), nelle attività finanziarie e assicurative (+2,7%); nelle attività immobiliari (+1,5%); nelle attività professionali, tecniche e scientifiche (+1,6%); nell’istruzione e formazione (+5,9%); nelle attività sportive e di divertimento (+0,8%).
Le dinamiche
Per operare un confronto tra le dinamiche del 2024 e quelle del 2025 relativi ai primi dieci mesi il confronto favorisce la provincia di Pesaro e Urbino: le imprese attive calano dello 0,1% contro lo 0,3% delle Marche. Rispetto alla regione, la provincia di Pesaro e Urbino perde meno velocemente imprese nel primario e nell’industria; perde imprese invece più decisamente nelle costruzioni. Ne guadagna un po’ più rapidamente nel terziario (+1,0% contro +0,6%).
L’export
Nei primi tre trimestri del 2025 le esportazioni dalla provincia di Pesaro e Urbino registrano complessivamente una lieve diminuzione (-1,0%) rispetto allo stesso periodo dell’anno 2024, a fronte di un -3,9% nelle Marche. La decisa diminuzione delle esportazioni pesaresi di beni strumentali (macchinari e apparecchi: (-5,0%), mobili (-6,9%), elettrodomestici (apparecchi elettrici: (-6,1%) ma soprattutto tessile-abbigliamento (-25,4%) è compensata solo in parte dalla crescita dell’export dei prodotti in metallo (+5,1%) dei mezzi di trasporto (+9,9%) e, in particolare, delle navi e imbarcazioni (+25,0%). Un settore quest’ultimo che continua a crescere e dare soddisfazioni.
La domanda di lavoro
Le assunzioni previste si orienteranno per il 58% nel settore dei servizi e per il 68% nelle imprese con meno di 50 dipendenti. In 58 casi su 100 le imprese prevedono di avere difficoltà a trovare i profili desiderati; una percentuale decisamente più alta rispetto al resto delle Marche (49%). Le entrate al lavoro previste saranno stabili, ovvero con un contratto a tempo indeterminato o di apprendistato. Mentre nel 71% saranno a termine (a tempo determinato o altri contratti con durata predefinita). Le assunzioni previste interesseranno giovani con meno di 30 anni pari al 28%. Per una quota del 16% le imprese della provincia prevedono di assumere personale immigrato: in questo caso si tratta di una quota decisamente inferiore a quella prevista per il complesso delle Marche (23%). Solo il 10% fa riferimento ad assunzioni di personale in possesso di una laurea, in linea con il resto delle Marche.
La demografia della provincia
La provincia di Pesaro e Urbino registra una diminuzione della popolazione nel periodo 2010-2024 pari al -4,68%, meno intensa rispetto al dato regionale, pari a -5,37. L’età media della popolazione della provincia di Pesaro e Urbino al 2023 è pari a 47,3 anni (era 44,2 nel 2010). Si mantiene dunque leggermente inferiore a quella della regione (47,7 al 2023; era 44,8 nel 2010). Gli stranieri residenti in provincia di Pesaro e Urbino al 1° gennaio 2024 sono 28.838 e rappresentano l’8,2% della popolazione residente. Nella provincia la comunità straniera più numerosa è quella proveniente dalla Romania con il 18,5% di tutti gli stranieri presenti sul territorio, seguita dall’Albania (12,2%) e dal Marocco (9,5%).













