Spacciavano dentro casa, due fratelli deferiti all’autorità giudiziaria

Spacciavano dentro casa, due fratelli deferiti all’autorità giudiziaria

URBINO (PU) – Personale della Polizia di Stato in servizio presso il Commissariato di P.S. di Urbino, nel corso dell’attività investigativa mirata al contrasto dei reati inerenti allo spaccio di sostanze stupefacenti, acquisiva elementi circa l’esistenza di una fiorente attività di vendita di marijuana e hashish nel Comune di Cagli. Venivano pertanto svolti servizi di osservazione dai quali emergeva che un cittadino di origine marocchina di 24 anni residente a Cagli, utilizzava la propria abitazione come punto di riferimento per lo spaccio di marijuana e hashish, attività svolta unitamente al fratello diciasettenne. Lo spaccio era diretto in particolar modo a ragazzi del luogo, alcuni anche di minore età, taluni noti consumatori di sostanze stupefacenti. Il personale operante dopo aver acquisito elementi sufficienti che comprovavano l’effettiva illecita attività, informava l’A.G. che disponeva la perquisizione domiciliare nell’abitazione del cittadino marocchino nel corso della quale veniva rinvenuta e sequestrata della sostanza stupefacente del tipo marijuana, due bilancini elettronici, materiale per il confezionamento e una somma di denaro, provento di una pregressa attività. Le successive indagini permettevano di confermare il ruolo attivo del fratello minore, che collaborava stabilmente con il fratello maggiorenne nella cessione della droga a una cospicua clientela di Cagli composta sia da maggiorenni che da minorenni e il coinvolgimento di un terzo soggetto, un cinquantacinquenne italiano residente a Pianello, che forniva le sostanze stupefacenti ai due fratelli. Nel corso della perquisizione domiciliare successivamente effettuata presso l’abitazione dello spacciatore italiano il personale del Comm.to di P.S. di Urbino rinveniva e sequestrava ulteriore quantitativo di cocaina e hashish. Il giovane 24enne di origine marocchina e il 55enne di Pianello, già noto alle forze dell’ordine per reati specifici, venivano deferiti alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Urbino mentre il minorenne, che al termine degli atti è stato riaffidato alla madre, al Tribunale dei Minori di Ancona.

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