Sanità, le richieste del PSI Fano: “No alla privatizzazione degli ospedali”

Sanità, le richieste del PSI Fano: “No alla privatizzazione degli ospedali”

FANO – “E’ sotto gli occhi di tutti la reazione suscitata nei comuni della nostra provincia e anche nel resto delle Marche , da improvvide determinazioni, registrate nelle scorse settimane, da parte dell’amministrazione regionale della sanità riguardanti i nosocomi dell’interno. Va aggiunto che un’integrazione squilibrata in atto già da tempo nell’azienda Marche Nord , fra i reparti ed i servizi degli ospedali di Pesaro e Fano porterà tutto a svantaggio ed impoverimento della risposta pubblica fanese , con la riduzione ingiusta di posti letto disponibili e molti dubbi fondati sulla futura efficienza dei presidi esistenti a vantaggio della medicina privata convenzionata ?

Il PSI di Fano ritiene , con molta convinzione , che nella politica nazionale e regionale vada privilegiata , con adeguate risorse , la sanità pubblica , la quale nella nostra provincia ha sempre occupato uno spazio importante , qualificato e ovviamente prevalente , lasciando al privato convenzionato un ruolo di supporto e di integrazione .

Quindi respingiamo con decisione l’ipotesi di una privatizzazione degli ospedali attuali e che l’azione politica provinciale e regionale ad occuparsi dei problemi concreti per tutelare la salute all’interno della sfera pubblica .

Altri aspetti da privilegiare in futuro per noi Socialisti fanesi sono : a) equità per tutti nell’accesso alle prestazioni ; b) garanzia dei livelli elementari di assistenza ; c) riduzione dei tempi di attesa ; d) stretto collegamento fra servizi sanitari e servizi sociali ; e) riqualificazione dell’offerta ospedaliera ; f) presenza di livelli di specializzazione e di centri eccellenza ; g) freno ai non necessari flussi di mobilità passiva extra regionale .

Sull’ipotesi di un nuovo ospedale , considerando l’evoluzione delle condizioni di benessere e della protezione della salute dei cittadini , il progresso della scienza medica e della tecnologia a supporto , nonchè nuove metodologie (interventi a distanza , organizzazione ad intensità di cura , trasporto e primo soccorso super attrezzato , ecc ,) sia opportuno pensare ad una nuova struttura ospedaliera all’avanguardia , che armonizzi costi contenuti ed efficienza , in collegamento con le eccellenze nel capoluogo della regione , con un potenziamento dei cosiddetti servizi territoriali di prevenzione , diagnostica e riabilitazione e con una rete di presidi disposti su tutto il territorio provinciale .

Un’adesione convinta a questa scelta esige che da parte delle istituzioni che governano la materia sanitaria nel pubblico venga garantito , nel frattempo , la piena funzionalità dei due ospedali , recuperare sulle scelte sbagliate , limitare i flussi fuori regione , ridurre le liste d’attesa .

Per individuare il sito dove costruirlo comporta un’analisi complessa rifuggendo ovviamente da ogni sorta di campanilismo e potrebbe essere un comitato tecnico – politico di carattere ultra regionale in cui valutare attentamente i rilievi del terreno (orografia) , i flussi dell’acqua (idrografia) , gli strati rocciosi (stratigrafia) , viabilità esistente e futura , vie d’accesso , tempi di percorrenza .

Come già affermato , la collocazione dovrà essere la più possibile baricentrica rispetto alle popolazioni residenti nelle vallate del Cesano , del Metauro e del Foglia . Fondamentale anche il coinvolgimento dei comuni che si sentono interessati dal problema ; i costi complessivi dovrebbero essere contenuti al massimo per quanto riguarda l’acquisizione dell’area , per la viabilità e per i servizi connessi , per concentrare tutte le risorse sulla struttura e sulle strumentazioni .

Nella speranza che un comitato tecnico-politico , al di sopra delle parti , valuti il sito più idoneo , qualsiasi persona di buon senso può farsi un’idea oggettiva di dove possa essere collocato il nuovo ospedale e quindi non riusciamo a comprendere come possa il Sindaco di Pesaro Matteo Ricci , indicare due aree assolutamente non idonee come Muraglia e/o Fosso Sejore , quali siti ideali se non mosso da istinto esclusivamente campanilistico”.

Per la Sezione “A.Costa” del Partito Socialista Italiano di Fano.
Il Segretario
Mirco Pagnetti

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