Sanità, Fossombrone in MoVimento: “La democrazia, questa sconosciuta”

Sanità, Fossombrone in MoVimento: “La democrazia, questa sconosciuta”

FOSSOMBRONE – Apprendiamo con soddisfazione che, lo scorso 9 gennaio, alla Conferenza dei Sindaci di Area Vasta tenutasi in Urbino, erano presenti 55 dei 59 sindaci della provincia, i quali hanno votato all’unanimità un documento da inviare in Regione con cui si richiede la revoca delle delibere regionali 735/2013, 991/2015 e 1183/2015 e delle determine Asur 913, 914, 915 e 916 del 24 dicembre 2015.
È solo il primo passo verso la giusta direzione per far in modo di riscrivere un piano sanitario equo e condiviso per l’entroterra pesarese. Non possiamo non ricordare come, il 16 dicembre 2015, alla stessa assemblea, erano presenti solo 24 sindaci, che di fatto si erano schierati contro la Regione chiedendo la revoca della DGR 735; gli assenti, compreso il sindaco di Fossombrone, Pelagaggia, hanno dichiarato illegittima l’assemblea e ritenuto la protesta frutto di strumentalizzazione politica.
Il 17 dicembre, il “vicesindaco di Fossombrone Chiarabilli rag. Michele” si riteneva soddisfatto dei servizi previsti per legge decorrenti dal 1° gennaio 2016 per l’ospedale di Fossombrone che, nello specifico, prevedevano: reparto dialisi, hospice, riabilitazione, punto prelievi, 30 posti di cure intermedie, endoscopia, servizi ambulatoriali, radiologia, P.P.I gestito dai medici del 118 dalle 8:00 alle 20:00. Si mostrava inoltre compiaciuto del fatto che l’interessamento, a suo dire, del presidente Ceriscioli aveva dato modo di istituire 20 posti di lungodegenza in convenzione con Marche Nord.
Gli atti amministrativi varati in Regione la vigilia di Natale, hanno generato, di fatto, la chiusura delle strutture di Cagli, Fossombrone e Sassocorvaro con gravissime carenze assistenziali per i cittadini, riducendo tali strutture a “ospedali di comunità”, di fatto delle mere infermerie. Nella giornata dell’11 gennaio, a Fossombrone c’erano ben 12 posti letto di cure intermedie vuoti, quando i pazienti di lungodegenza ad Urbino non sapevano dove collocarli per carenza di posti.
La grande mobilitazione popolare scatenatasi anche a livello mediatico, ha fatto sì che il presidente Ceriscioli abbia preso le distanze dalla manovra attribuendo la responsabilità di tutto ciò ad un vizio di forma dei documenti e ad una maldestra ricezione dei comunicati da parte dell’ASUR Marche, scaricando la colpa su quei dirigenti da lui stesso nominati.
Il sentimento di anti-politica è esploso e si è diffuso nella cittadinanza, a cominciare dal comune di Cagli per poi diffondersi in tutte le zone colpite da suddetti provvedimenti. A questo punto, visto il susseguirsi di informazioni non propriamente corrette e l’importanza del tema, abbiamo promosso in data 8 gennaio un evento informativo, al quale hanno partecipato il deputato Andrea Cecconi, il consigliere regionale Piergiorgio Fabbri del Movimento 5 Stelle, Fernanda Marotti del “Forum dei Beni Comuni” oltre i Sindaci di Cagli Alberto Alessandri e Montefelcino Ferdinando Marchetti, nonché numerosi Comitati ed Associazioni cittadine. Nonostante l’invito in forma pubblica, il sindaco ed il vicesindaco di Fossombrone, così come gli altri membri della giunta comunale forsempronese hanno preferito non essere presenti, grave assenza che non è passata inosservata.
La serata è stata sicuramente un successo per la numerosa partecipazione della cittadinanza e per le iniziative intraprese per dar voce alla nostra protesta: infatti è stata organizzata una manifestazione ad Ancona per il giorno 11/01/2016 davanti al palazzo della Regione durante l’assemblea della IV commissione sanità, il cui esito – nonostante le centinaia di persone che manifestavano – sappiamo come è andato ossia che la maggioranza non ha voluto ascoltare il voto unanime espresso dai 55 sindaci al termine dell’assemblea del 9 gennaio scorso.
Il professore di matematica Ceriscioli prosegue imperterrito per la sua strada e la democrazia, anche nelle Marche, è quindi pressoché stata sepolta. A questo punto non si sa più chi si deve dimettere: il presidente Ceriscioli per essere stato sfiduciato dai 55 sindaci al termine dell’assemblea del 9 gennaio (e con lui gli stessi dirigenti Asur che in fretta ed in furia, a suo dire, hanno attuato le determine) oppure i 55 sindaci per non essere stati ascoltati da Ceriscioli??
È evidente che, la carenza di servizi, sia diagnostici che terapeutici, della nostra struttura ospedaliera e la scarsità di personale medico, infermieristico e tecnico emerse dal sopralluogo effettuato nel luglio 2015, è la pura realtà dei fatti e certamente non si tratta di semplice demagogia o speculazione politica.
Il nostro impegno e le nostre azioni sono finalizzate solo ed esclusivamente alla difesa dell’interesse pubblico, informando le persone stimolando alla partecipazione politica come CITTADINI ATTIVI, contribuendo così alle decisioni politiche e vigilando sulla loro esecuzione da parte degli amministratori, sempre più lontani dagli elettori e sempre più vicini alle lobbies di potere.
Proseguiremo con le nostre iniziative senza lasciare nulla di intentato per la tutela della nostra salute, riferendo passo per passo ciò che accadrà in Regione nei prossimi giorni, controllando che le soluzioni intraprese per risolvere la questione non risultino inadeguate rispetto alle nostre richieste.

Fossombrone in MoVimento

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