Proposta di legge 145 sulle sperimentazioni gestionali sanitarie. Ceriscioli: “Restringe le opportunità al privato già previste dalla normativa nazionale. Quella delle Marche sarà sempre una sanità pubblica”

Proposta di legge 145 sulle sperimentazioni gestionali sanitarie. Ceriscioli: “Restringe le opportunità al privato già previste dalla normativa nazionale. Quella delle Marche sarà sempre una sanità pubblica”

ANCONA – Sulla pdl 145 sulle sperimentazioni gestionali in sanità sta montando “una polemica assurda”. Lo ha detto il presidente della Regione Marche e assessore alla Sanità Luca Ceriscioli, in una conferenza stampa, a cui hanno partecipato l’intera Giunta e il consigliere regionale delegato alla sanità e presidente della quarta Commissione Fabrizio Volpini. Stamane contro la pdl si sono svolti due presidi davanti alla Regione, ma – ha sottolineato Ceriscioli – “nessuno vuole aprire indiscriminatamente alla privatizzazione della sanità, anzi con la pdl varata dalla Giunta restringiamo il campo di una legge nazionale che esiste dal 1992 sulle sperimentazioni gestionali pubblico-privato e ne rendiamo i percorsi più trasparenti”. “Eccessivo potere discrezionale della Giunta? – ha sottolineato, rispondendo alle accuse mosse da altre forze politiche di opposizione, ma anche da associazioni e sigle varie -. Oggi la Giunta può fare quello che vuole in base alla legge nazionale, con la legge regionale fisseremo dei paletti”. In 25 anni – ha ricordato – c’è stata una sola sperimentazione, a Sassocorvaro con Montefeltro Salute, “ed è andata bene, tanto che ci sono state proteste quando l’abbiamo interrotta per renderla ordinaria e inserirla nel sistema sanitario”. Il governatore-assessore ha parlato di “fraintendimenti e bugie, che verranno fuori” e ha respinto su tutta la linea l’immagine di una Regione Marche che “disinveste” sulla sanità per lasciare campo libero ai privati, producendo una serie di slide. La spesa sanitaria per l’assistenza privata accreditata – ha spiegato – rappresenta nelle Marche l’11,8%, siamo al 13/o posto con la Basilicata, il 7% in meno rispetto ala media nazionale. La Lombardia, governata dalla Lega, è al primo posto e spende il 29,9%. La sperimentazione di Sassorvaro – ha insistito – ha inciso per lo 0,09%”. Quanto agi investimenti, “abbiamo recuperato 1.200 posti di lavoro nella sanità pubblica con un investimento di 50 milioni di euro l’anno, il budget è passato da 2,750 miliardi a 2,759 nel 2017, in netta ripresa sul picco negativo di 2,6 miliardi del 2014. “Il 2018 – ha ricordato – sarà l’anno della stabilizzazione dei precari”. Quanto alla sperimentazioni, ce ne sono due allo studio: la possibilità per i privati di utilizzare i macchinari nelle ore in cui non vengono utilizzati, “dando in cambio prestazioni e servizi” e il Progetto Nemo per le malattie neuromuscolari con la Fondazione Paladini, per aprire un hub assistenziale all’ospedale di Torrette. La scelta delle sperimentazioni da fare, “che devono avere carattere di innovazione”, avverrà comunque con “procedure di evidenza pubblica”. Secondo Volpini, “l’impianto della legge è stato condiviso con le organizzazioni sindacali” Tra le altre critiche, la durata della sperimentazione (tre anni nella legge nazionale, sei nella pdl proposta dalla Giunta, scesi a 5 con un emendamento in Commissione”, “è un punto che può ancora essere modificato”. E con la legge regionale “il giudizio finale sull’efficacia della sperimentazione passerà dalla Giunta al Consiglio regionale”.

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