Pollegioni, Prima L’Italia: “L’Amministrazione faccia cancellare la scritta al Rastatt”

Pollegioni, Prima L’Italia: “L’Amministrazione faccia cancellare la scritta al Rastatt”

FANO – Da diversi giorni all’anfiteatro Rastatt, sul lungomare Sassonia, è comparsa una scritta contro le nostre Forze dell’Ordine. Sul “graffito” in questione è intervenuto Stefano Pollegioni, portavoce di Prima L’Italia Fano.

“E’ una scritta vergognosa – afferma Stefano Pollegioni – che offende fortemente coloro che svolgono con dedizione e sacrificio un mestiere pericoloso, il cui unico scopo, è la sicurezza dei cittadini, oltre ad essere una visione molto negativa per una città turistica come la nostra”.

“Spesso – continua Pollegioni – assistiamo a fatti gravi e incresciosi dove proprio in difesa di ognuno di noi qualcuno di questi angeli custodi ci rimette la vita lasciando moglie e figli. Non è accettabile che qualche facinoroso personaggio, senza scrupoli, si possa arrogare il diritto di sporcare qualsiasi luogo pubblico con scritte tanto più, come in questo caso, inneggianti all’odio nei confronti di chi tutti i giorni si sacrifica per noi”.

“E’ ancora più offensivo, inoltre – conclude il portavoce di Prima L’Italia Stefano Pollegioni – assistere al silenzio dell’Amministrazione Comunale che non solo non condanna certi gesti ma si preoccupa di far pulire i luoghi della città dimostrando invece indifferenza nei confronti di quell’odiosa scritta ‘stampata’ in quel muro ormai da giorni e giorni in un punto, tra l’altro, dove l’affluenza di cittadini e turisti è notevole. Detto ciò chiedo al sindaco Massimo Seri, almeno, di provvedere quanto prima a far in modo che quella brutta scritta venga cancellata”.

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  1. Personalmente sono contro le scritte e i manifesti abusivi, a prescindere. In questo caso pero’, viva l’opprtunismo! Trovano una scritta contro gli sbirri e si scandalizzano come a volerli difendere. Pero’ attaccano la Polizia Municipale perchè fa i controlli all’area di servizio Torno, dove, in teoria, forse, non potrebbe stare. Più che prima l’Italia, prima la tasca propria (quella di alcuni che sono disposti a mettere a repentaglio la pelle degli altri, correndo come pazzi, oltre i limiti di velocità, in barba alle regole).

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