Sanità, Seri scrive a Ceriscioli: se deve essere Muraglia allora dateci una strada – VIDEO

FANO – Gent.mo Signor Presidente, l’Amministrazione Comunale di Fano e la città di Fano hanno condiviso il progetto della Regione Marche di dare ai cittadini della provincia di Pesaro e Urbino una nuova struttura ospedaliera capace di offrire servizi sanitari di eccellenza con professionisti di alta qualità e una organizzazione clinica moderna ed efficiente. Per concorrere a questo obiettivo, importante per tutto il territorio provinciale, avevamo proposto di localizzare la nuova struttura in un’area idonea, baricentrica, pianeggiante, ampia, pronta, senza vincoli e servita dalla grande viabilità, di proprietà del Comune di Fano, in località Chiaruccia. In sede di Conferenza di Area Vasta abbiamo invano richiesto di consentire ai Sindaci di esprimersi liberamente sulla localizzazione della nuova struttura ma ciò è stato impedito da una discutibile gestione delle diverse Assemblee dell’Area Vasta tenutesi nei mesi passati oltreché da inopportune iniziative politiche. Continuo a ritenere che il sito scelto dalla Regione Marche per la costruzione della nuova struttura ospedaliera sia sostanzialmente sbagliata: l’area infatti, come si legge in documenti tecnici della stessa Regione, presenta problemi di stabilità dei terreni e rischi idrogeologici. L’intervento richiederà maggiori costi di costruzione e la nuova struttura risulterà di difficile accessibilità per la gran parte dei cittadini della provincia. Pur non condividendola, prendo comunque atto della decisione della Regione, formalizzata con la recente delibera GR n.350 del 10.04.2017, che, a mio giudizio, finisce però per modificare lo scenario fin qui immaginato, anche rispetto a quanto servirebbe davvero ai cittadini della provincia. La delibera surrichiamata individua il sito per realizzare la nuova struttura ospedaliera a Muraglia ma, con mia grande sorpresa, non fa cenno alcuno alle infrastrutture indispensabili per renderla accessibile dal territorio del Metauro e del Cesano oltre che dalla città di Fano tanto che, leggendo il testo della delibera, si ha l’impressione che si pensi non più all’ospedale unico Fano-Pesaro né ad un ospedale provinciale, ma soltanto al nuovo ospedale di Pesaro. E tale scenario aggiornato è anche avallato dalle Sue stesse dichiarazioni rilasciate a novembre scorso, al momento dell’annuncio della scelta di Muraglia che, riporto, “rafforza la previsione sul Santa Croce che resta Ospedale”. Di fronte a questa nuova situazione ritengo ancor più imprescindibile, per la città di Fano e per l’ampio e popolato territorio delle medie vallate del Metauro e del Cesano, mantenere, presso l’Ospedale Santa Croce, tutti i servizi sanitari atti a garantire realmente, a tutti i cittadini, il diritto alla salute, così come deve essere fatto anche per tutte le aree interne del nostro territorio. Concretamente chiedo, ma mi riservo ancor maggior completezza in seguito, che il Santa Croce continui ad essere ospedale con pronto soccorso fino al codice rosso, la chirurgia d’urgenza H24, la day surgery, la medicina d’urgenza e accettazione, l’osservazione breve, la diagnostica per immagini complessa (risonanza magnetica, tac, ecografia, rx, ecc.) e tutta la diagnostica di laboratorio, la centrale operativa dell’emergenza territoriale, una Potes e la centrale per i trasporti programmati, la lungodegenza post-acuzie, la riabilitazione intensiva, tutte le attività specialistiche ambulatoriali, ecc. Chiedo inoltre il mantenimento a Fano del centro di eccellenza di neuropsichiatria infantile e la creazione di un centro di cure palliative pediatriche. E’ poi imprescindibile, per Fano, la realizzazione di un tratto di variante alla SS16, un asse viario interno, da Belgatto all’interquartieri di Pesaro, che consenta di raggiungere agevolmente la nuova struttura ospedaliera; non può essere la statale adriatica l’unica via di accesso, anche per chi viene dall’entroterra. E’ chiaro che, senza tale collegamento, tornerebbe in discussione anche il consenso alla nuova struttura e al nuovo modello organizzativo regionale. Senza una nuova strada interna la nuova struttura sarebbe veramente soltanto il nuovo ospedale di Pesaro e, se così fosse, l’ospedale Santa Croce non potrà non mantenere, allora, tutte le caratteristiche di ospedale di primo livello. Da ultimo segnalo che la eventuale presenza della sanità privata sul territorio di Fano non ci vede contrari ma ciò non deve essere a scapito dell’Ospedale Santa Croce e degli ospedali dell’entroterra. Ribadisco, anche a nome del Consiglio Comunale, che Fano conferma la propria preferenza per i servizi sanitari pubblici e pertanto la sanità privata, se la si vuole introdurre, sia integrativa e non sottrattiva: ne soffrirebbero i cittadini economicamente più deboli e si rischierebbe di ledere il principio costituzionale del diritto alla salute. Sono sicuro che le nostre richieste troveranno Lei e la Giunta Regionale prontamente impegnati a collaborare con la città di Fano per la loro piena realizzazione, anche attraverso una formale intesa da sottoscrivere quanto prima.

Massimo Seri

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