Nuovo prelievo multi-organo al Santa Croce di Fano

Nuovo prelievo multi-organo al Santa Croce di Fano

FANO – Nuovo prelievo multi-organo al Santa Croce. I familiari di una paziente ricoverata e deceduta in Rianimazione sabato scorso, hanno acconsentito alla donazione degli organi. Sabato pomeriggio sono iniziate le procedure di accertamento. L’attività di prelievo è iniziata nella serata per concludersi nella mattinata di domenica e si è svolta nel blocco operatorio del presidio Santa Croce di Fano degli Ospedali Riuniti Marche Nord dove era pronta un’equipe di professionisti interamente dedicata.

Le procedure medico legali inerenti l’accertamento della morte cerebrale, quelle organizzative relative al prelievo e trasporto degli organi e le verifiche cliniche dell’idoneità degli organi al trapianto, sono state condotte dal collegio medico composto dai professionisti della Rianimazione, della Neurologia e della Direzione Medica di Presidio in collaborazione con il personale medico ed infermieristico della Rianimazione e del Blocco Operatorio. Il Collegio Medico e le equipe esterne intervenute per il prelievo di organi hanno lavorato a stretto contatto con il “Nord Italia Trasplant” (NITp), centro nazionale di riferimento per la regione Marche dell’attività trapiantologica che ha, appunto, deciso le sedi a cui destinare gli organi: fegato a Milano, reni in Ancona e a Padova.

“La generosità dimostrata in un momento così doloroso dai familiari donna deceduta – commentano i medici coinvolti nelle procedure di accertamento di morte cerebrale – e l’impegno di tutti i professionisti della salute, hanno reso possibile, ancora una volta, riaccendere la speranza per altre vite”. “Inoltre – precisa il Direttore Generale di Marche Nord Aldo Ricci – la nostra Azienda, con Fano e Pesaro, è una delle prime realtà delle Marche. Le donazioni di organi e tessuti sono un indice di qualità delle strutture sanitarie e i risultati ottenuti dalla nostra realtà ospedaliera ne qualificano l’attività. Tutto questo è il frutto di un’organizzazione specifica, del lavoro dei Coordinatori Locali, delle due Direzioni Mediche di Presidio e di tutti i professionisti che a vario titolo contribuiscono alle operazioni di donazione”.

Condividi:

Rispondi