Lunedì 19 marzo al Teatro Don Bosco di Macerata, martedì 20 al Cineteatro Loreto di Pesaro: Uno Nessuno Centomila con Enrico Lo Verso

Lunedì 19 marzo al Teatro Don Bosco di Macerata, martedì 20 al Cineteatro Loreto di Pesaro: Uno Nessuno Centomila con Enrico Lo Verso

MARCHE –  dopo il rinvio conseguente al maltempo delle settimane scorse, lo spettacolo
che rende omaggio a Luigi Pirandello e che dà vita, attraverso l’interpretazione di Enrico Lo Verso
e la regia di Alessandra Pizzi, ai personaggi del romanzo più celebre dell’autore, “il più amaro di
tutti, profondamente umoristico, di scomposizione della vita”, quello che ne sintetizza meglio il
pensiero. Uno Nessuno Centomila andrà in scena lunedì 19 marzo al Teatro Don Bosco di
Macerata e martedì 20 marzo al Cineteatro Loreto di Pesaro. Per entrambe le due date è in
programma la matinée delle 10.00, riservata agli studenti delle scuole medie superiori, e la
rappresentazione serale delle 21.00.
Premio Franco Enriquez 2017, per la migliore interpretazione e per la migliore regia, lo spettacolo
è in tournée nazionale dall’estate del 2016, ospite dei più importanti festival e teatri nazionali ed
internazionali. Uno Nessuno Centomila ha registrato sino ad ora il sold-out quasi ovunque,
acclamato sia dalla critica sia dal pubblico, in particolare dei più giovani.
Uno Nessuno Centomila è l’adattamento teatrale della storia di un uomo che sceglie di mettere in
discussione la propria vita, a partire da un dettaglio minimo, insignificante. Il pretesto è un
appunto, un’osservazione banale che viene dall’esterno. I dubbi di un’esistenza si dipanano
attorno ad un particolare fisico. Le cento maschere della quotidianità, lasciano il posto alla ricerca
del Sé autentico, vero, profondo. L’ironia della scrittura rende la situazione paradossale, grottesca,
accentua gli equivoci. La vita si apre come in un gioco di scatole cinesi, e nel fondo è l’essenza:
abbandonare i centomila, per cercare l’uno, a volte può significare fare i conti con il nessuno. Ma
forse è un prezzo che conviene pagare, pur di assaporarla, la vita.
Avrebbe voluto che Pirandello fosse vivo, spiega Alessandra Pizzi, per mostrargli la grandezza della
sua parola, l’attualità del suo messaggio, chiedendosi, nell’osservare l’immobilità del pubblico ad
ogni spettacolo, se Pirandello fosse mai stato consapevole delle conseguenze che avrebbe potuto
produrre la tumultuosa portata dello stesso.
Da qui l’idea di una nuova ed originale messa in scena volta a rendere la perennità del messaggio
pirandelliano, l’atemporalità del protagonista, uomo di ieri, di oggi, di domani.
In forma di monologo, il testo è affidato al racconto e alla bravura di Enrico Lo Verso che, dopo
anni di assenza dal teatro, torna sul palcoscenico per dar vita ad un contemporaneo Vitangelo
Moscarda, l’uomo “senza tempo”, e ai personaggi del romanzo, in un allestimento minimale ma
mutevole in ogni contesto. Una sorta di seduta psicoterapeutica, da cui ci si sente
irrimediabilmente attratti, per affondare le mani nella propria mente, inconsapevoli degli scenari
che potrebbero aprirsi.

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