“La droga ha ucciso mio figlio”, la testimonianza di un papà agli studenti – VIDEO

“La droga ha ucciso mio figlio”, la testimonianza di un papà agli studenti – VIDEO

FANO – In data venerdì 25 maggio 2018, dalle h.10.00 alle 12.00 circa, con il patrocinio della Diocesi,
presso la sala convegni Centro pastorale diocesano, interverrà il sig. Gianpietro Ghidini,
fondatore dell’associazione “Ema pesciolino rosso” di Brescia, con la quale questo padre,
profondamente toccato dalla perdita del figlio, ha voluto dare significato alla scomparsa del
giovane, avvenuta in una sera di novembre del 2013, per l’incauta e occasionale assunzione di una
droga sintetica.
Papà Gianpietro, in pochi anni, è già intervenuto nelle scuole, negli oratori, nei teatri, più di mille
volte e ogni incontro non è una semplice conferenza, è un’esperienza dell’anima che tocca i
giovani e noi adulti, chiamandoci direttamente in causa e tracciando nuove modalità relazionali.
Egli racconta agli adolescenti, ma anche ai genitori il valore della vita, attraverso la storia di
Emanuele. Il programma dell’incontro è contenuto in due ore circa, durante le quali papà
Gianpietro oltre alla storia di Emanuele racconta la propria storia di padre imperfetto, cercando di
trasmettere ai giovani l’idea che da ogni errore ci si può rialzare e che la sofferenza e le difficoltà
che incontriamo possono essere occasioni di crescita, se continuiamo a credere in noi stessi e
nella vita e soprattutto se abbiamo il coraggio di chiedere aiuto.
L’incontro prevede il coinvolgimento delle nostre otto classi terze e quattro classi seconde, più di
trecento giovani dunque e i relativi insegnanti, un numero di per sé già cospicuo. La Vostra
presenza sarebbe un volano per trasmettere le parole di papà Gianpietro, ci permetterebbe di
raggiungere un numero superiore di genitori e giovani affinché abbiano la possibilità di
approfondire anche autonomamente la conoscenza dell’esperienza della famiglia Ghidini. Io
stessa, dopo aver ascoltato papà Gianpietro in un servizio televisivo, ho sentito il diktat morale di
conoscerlo di persona e farlo parlare con i nostri studenti.

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