Il Comitato Tutela Salute e Ambiente richiede una piattaforma per il risanamento ambientale

Il Comitato Tutela Salute e Ambiente richiede una piattaforma per il risanamento ambientale

FANO – “Da oltre vent’anni noi Cittadini di Bellocchi abbiamo visto e subito il crescere e lo svilupparsi della Zona Industriale di Bellocchi.

Priva di qualsiasi organicità, tale crescita è avvenuta senza tutelare i diritti dei Cittadini e delle famiglie coinvolte loro malgrado.

Ciò ha azzerato i valori dei beni immobiliari, per i quali continuiamo a pagare le tasse ed i tributi come se vivessimo in una situazione normale, ma le preoccupazioni più grandi non possiamo non nutrirle per l’impatto sulla nostra salute e su quella dei nostri figli.

In questi anni sono mancati totalmente sia un effettivo e organico controllo sulle emissioni e sugli impatti delle attività sull’aria, sulle acque, sui terreni, sugli ecosistemi, che la doverosa verifica delle conseguenze di tali impatti per la salute.

Al di là di pressapochistiche dichiarazioni sulla “legalità” degli insediamenti autorizzati, i Responsabili della cosa pubblica, ben coadiuvati dai carestosi “tecnici” degli Enti Locali e Strumentali, nulla hanno fatto di concreto per la tutela dei nostri diritti costituzionali, individuali ed incoercibili, di Cittadini italiani ed europei.

IL COMITATO TUTELA SALUTE E AMBIENTE FANO

Stanche di tale situazione, le famiglie più direttamente coinvolte hanno costituito, nel novembre 2014, il Comitato Tutela Salute e Ambiente per darsi uno strumento di autotutela.

Come Comitato abbiamo promosso tre iniziative informative pubbliche (l’ultima il 22 Aprile con i Candidati alla Presidenza della Regione).

Abbiamo incontrato tutti i Gruppi Consiliari presenti nel Consiglio Comunale della Città di Fano.

Abbiamo anche combattuto con successo due piccole ma significative battaglie:

1 – contro il Comune di Fano, resosi protagonista della peregrina introduzione della cosiddetta “sanatoria giurisprudenziale” nel proprio regolamento edilizio nell’intento di aprire un’autostrada a sanatorie indiscriminate di abusi relativi ad edifici industriali ed agricoli;

2 – contro la Regione Marche, che ci aveva negato atti e documenti relativi ad un procedimento amministrativo che ci riguardava, abbiamo ottenuto la pronuncia del TAR Marche che, invece, ha giustamente obbligato l’Ente al rilascio.

Dalle forze politiche ed amministrative della nostra Città abbiamo ricevuto tante parole di “comprensione” ma nessun intervento e/o proposta di dialogo e di confronto positiva e fattiva.

LA PIATTAFORMA

Per tali ragioni,

stanchi di assistere all’inconcludenza della cosiddetta “Politica” e certi che la nostra, oltre ad essere una battaglia di sopravvivenza, non rappresenta una mera lotta corporativa e settoriale, bensì un confronto che, implicando i Diritti dei Cittadini, può e deve essere una battaglia di interesse generale della cittadinanza tutta;
ricordando come il nesso di causalità tra inquinamento ambientale e conseguenza per la salute sia ormai accettato e codificato sia dalla scienza che dalla medicina.

evidenziando che l’intero territorio del Comune di Fano è collocato nella cosiddetta “Zona A” nella quale il livello delle polveri sottili (PM 10) comporta il rischio di superamento dei valori limite e delle soglie di allarme.

ci rivolgiamo alla Città ed alla Politica per chiedere ed esigere il rispetto e la tutela dei nostri Diritti.

Facciamo pertanto istanza al Sindaco – Autorità Sanitaria locale e all’Amministrazione tutta:

Affinché dispongano l’esecuzione di indagini e rilievi ai fini della ricognizione e catalogazione delle emissioni della zona industriale di Bellocchi, con individuazione puntuale, spaziale, qualitativa e quantitativa di tutte le attività e delle relative emissioni dirette ed indirette;

Perché procedano alla valutazione degli impatti cumulativi di dette emissioni ed attività, tenendo conto anche di quelle indirette o diffuse, generate dal traffico indotto, dalla movimentazione dei carichi, delle materie prime e prodotti lavorati, dei rifiuti, ecc., mediante rilievi della qualità dell’aria, delle acque superficiali e sotterranee, dei terreni, nonché acustici, e l’implementazione di studi diffusionali atti a stabilire le aree di ricaduta o di disturbo, le concentrazioni, le conseguenze per le matrici ambientali e gli ecosistemi;

Affinché, previa indagine epidemiologica sullo stato reale di salute dei Cittadini coinvolti, sulla base di tali elementi dispongano ed effettuino la VIS – Valutazione di Impatto Sanitario delle attività e delle emissioni cumulative, dirette ed indirette, autorizzate o comunque generate nella zona industriale, con particolare riguardo alle nanopolveri e alle sostanze nocive quali diossine, furani, IPA, metalli, ecc.

Perché siano adottate ed attuate procedure di controllo puntuale del rispetto delle ordinanze sindacali concernenti “Provvedimenti contingenti per la riduzione delle concentrazioni degli inquinanti nell’aria ambiente nel territorio dei Comuni di zona A di cui alla DACR 52/2007 – Misure inerenti le attività produttive” , ai fini della effettiva riduzione delle emissioni industriali;

Perché sia ripristinato lo stato di legalità delle attività insediate ed operanti e assicurata effettiva tutela dei Cittadini e del territorio;

Perché venga accertata la svalutazione dei beni immobili e delle attività produttive soggette agli impatti;

Affinché provvedano all’apertura di un procedimento di risanamento ambientale previa presa d’atto, da parte del Consiglio Comunale, dello stato di grave inquinamento del territorio coinvolto;

Perché assicurino effettiva partecipazione ai predetti procedimenti mediante presenza diretta del Comitato e dei propri consulenti.

Provvederemo a depositare le presenti istanze, nei modi convenzionalmente dovuti, al Sindaco, alla Città di Fano ed alle Autorità competenti.

Ci auguriamo un confronto aperto, fattivo ed efficace, perché la Città di Fano veda affrontati e risolti i suoi problemi senza costringerci ad aprire una vertenza nei confronti di quelle istituzioni che i nostri diritti avrebbero dovuto tutelare”.

Condividi:

Rispondi