Il Comitato boccia la proposta di Prima Energia. Il Tar e la Magistratura vadano avanti

Il Comitato boccia la proposta di Prima Energia. Il Tar e la Magistratura vadano avanti

Se l’ing. Alessandra Severini sia voluta rimanere dietro le quinte per quasi un anno e mezzo (senza davvero esserci mancata) altri si sono mossi in sua vece e tutt’ora stanno tramando nei palazzi regionali per nulla dimessi alle varie sentenze del TAR che puntualmente boccia le autorizzazioni rilasciate scriteriatamente (sia per impianti realizzati che non) e della Consulta che cassa la famigerata Legge Regionale 3/2012 principale responsabile del facile rilascio delle autorizzazione. La proposta lanciata su Fano TV il 29 gennaio c.a. dall’ing. Severini, senza preventivamente interpellare le parti interessate e/o lese, sembra più una provocazione (visto l’estemporaneo annuncio televisivo) che un reale intendimento. Troppo semplice comparire televisivamente senza cercare un contatto diretto con i cittadini ed i comitati. Appare più un colpo di coda determinato dalla frustrazione.

Non è nostra intenzione piegarci a questa sorta di ricatto. Non solo, affermare continuamente la legittimità e l’avvenuto rispetto delle norme per la redazione dei progetti, si scontra con quanto sta avvenendo nel palazzo della magistratura. E’ ormai noto a tutti che le centrali a biogas che investono il territorio fanese e quello di altri Comuni, sono al vaglio della procura sollecitata dagli stessi comitati e dai cittadini che a loro tempo hanno sollevato problematiche e prodotto motivazioni ritenute valide e propedeutiche all’avvio di una inchiesta.

Ricordiamo inoltre che una centrale a biogas è presente all’interno dell’area della discarica di Monteschiantello, ma nonostante riesca a ridurre le esalazioni, col beneficio dei residenti locali, sta per essere lasciata all’abbandono poiché non economicamente sostenibile ma soprattutto perché non incentivata. Quindi perché realizzare una nuova centrale a Biogas nei pressi della discarica e non mantenere  quella esistente al suo interno? Vogliamo inoltre porre all’attenzione della cittadinanza tutta che una centrale a biogas con le caratteristiche analoghe a quelle di progetto, produce circa un Megawatt di corrente elettrica tramite un coogeneratore (attivato da motore a scoppio) utile al sostentamento di circa 250/300 unità immobiliari che assorbono (senza considerare parti comuni, ascensori e picchi) 3,3 Kilowatt. Ammettendo che ogni unità abitativa spenda circa 1000 euro/annui, una normale azienda fornitrice ricaverebbe circa 250.000/300.000 euro/annui, mentre una centrale a biogas secondo gli incentivi validi per il 2012 (ora parzialmente ridotti), percepirebbe circa 2.500.000 euro/annui per 15 anni. A finanziare gli impianti sono gli stessi cittadini attraverso l’incremento delle bollette elettriche.

In questo periodo dove le esigenze energetiche sono drasticamente ridotte e la produzione di energia elettrica in esubero, forse sarebbe opportuno investire i soldi pubblici in maniera diversa. Promuovere questo tipo di impianti, dove al massimo sono presenti due addetti, per fornire nuovo impiego alla forza lavoro, è persino diabolico. Come diabolico è, da parte della Regione, riavviare procedimenti conclusi ed ormai decaduti a suon di delibere di Consiglio e di Giunta e proposte di legge al limite della legittimità e costituzionalità.

Rispediamo dunque al mittente la proposta indecente e lasceremo che la magistratura da un lato ed il Tribunale Amministrativo Regionale dall’altro facciano il loro corso. Questo perché SIAMO CITTADINI E NON SUDDITI, ma soprattutto NON SIAMO CITTADINI DI SERIE B come lasciano trapelare i consiglieri PD Regionali che bocciano impianti nel Fermano ed approvano quelli del Pesarese. NON CI SENTIAMO PER NIENTE RAPPRESENTATI e tanto meno tutelati dai consiglieri Regionali Solazzi, Traversini e Ricci che arroccati in quel di Ancona, amministrano biecamente un territorio che non li appartiene. Profondamente delusi dalle loro opportunistiche indecisioni (che ci danneggiano fortemente) ci prodigheremo al fine di rendere noto ogni loro movimento a sfavore della cittadinanza al fine di scongiurare la loro rielezione.

Il Comitato per la tutela dell’Ambiente e del Territorio di Caminate-Metaurilia-Tombaccia di Fano

Condividi:
  1. Davide Barbaresi 7 febbraio 2014, 7:57

    Sono Davide Barbaresi, sono un professionista certificato KHC n°1340 come Esperto in Gestione dell’Energia. Non entro nel merito della polemica sulla centrali a biogas perchè non competono la mia figura. Ma almeno quando scrivete questi articoli in cui citate qualcosa di “tecnico” abbiate almeno la decenza di scriverle come si deve.
    In primo luogo, assolutamente banale, una centrale a biogas produce energia e quindi non è MegaWatt (con la W grande perchè è un nome!!) ma MWh. kW (si scrive con la k piccolo perchè non esiste nessun sig. KILO!!!!). Al di là di queste sottogliezze, banali ma che di fronte ad un interlocutore serio sono assolutamente sintomatiche del fatto che chi sta scrivendo non sa nulla di queste cose. LA cosa grave però è che continuiate a scrivere: “…a gravare sui cittadini”. Ma che sta dicendo????? Questi impianti se realizzati come si deve producono energia elettrica e termica. La parte elettrica viene venduta o al più autoconsumata dalla stessa azienda (dipende del Business Plan) e l’energia termica utilizzata per usi civili o terziari. IL cittadino NON centra nulla.!!!! Il problema sostanziale è tecnico gestionale, in quanto in quella posizione, mancando una reale possibilità di vettoriare energia termica nelle case, tutta questo calore viene disperso in ambiente. Ci sono realtà sparse in tutta Italia dove con questa filosofia, questi impianti sono assolutamente validi e sono un ottimo esempio di gestione sostenibile del territorio.

    Rispondi
    • Vedo però che il senso di quanto scritto a livello tecnico non le è sfuggito quello sociale un po’ meno.

      Rispondi
      • Davide Barbaresi 8 febbraio 2014, 14:30

        X Residente: L’accettabilità sociale di questi impianti passa in primo luogo da una chiarezza tecnica, che non credo ci sia stata visto quanto scritto sopra. Ripeto comunque che non voglio entrare nel merito di questi progetti, ma fa riflettere il fatto che solo noi italiani diciamo NO a questi progetti, mentre nazioni come la Svezia, Irlanda ad esempio, considerate al Top in merito alla qualità di vita, sostenibilità ambientale e recupero energetico, realizzano questi impianti, ne beneficiano a pieno dei vantaggi economici e ambientali che può generare un progetto simile. Le faccio un altro esempio: la raccolta differenziata totale e’ un costo solo in Italia. Gli altri paesi vedono il riciclare e il rifiuto in senso lato come una moneta. Maggiore e’ la differenziazione e la qualità’ del rifiuto e minore e il costo in bolletta, da noi il contrario!…da noi il 70 % della plastica che lei differenzia viene bruciato, dlle altre parti riutilizzato

        Rispondi
  2. Davide, quando nell’articolo si parla di costi sul cittadino credo ci si riferisca agli incentive fiscali che lo stato assicura in maniera copiosa a tali impianti, incentive che sono finanziati dalle imposte applicate sulle bollette energetiche di tutti (e quì la beffa: anche sulle bollette di coloro che vedrebbero la loro qualità della vita ed i loro valori patrimoniali pesantemente peggiorati dall’improvvida ubicazione della central, realizzata non per pubblica utilità ma per mero lucro di pochi).

    Rispondi
    • Davide Barbaresi 7 febbraio 2014, 13:01

      …vero fino ad un certo punto. L’incidenza in bolletta per incentivare le fonti rinnovabili e’ 5% su una bolletta da 20€….io mi preocuperei piuttosto che parte di questi soldi in bolletta per le fonti rinnovabili vanno all’estero per via dei mega fotovoltaici sparsi nel territorio che sono di finanziarie estere.

      Rispondi
  3. altra residente 8 febbraio 2014, 16:46

    E’ palese che questi tipi di impianti trenta volte più antieconomici (vedesi ricerche universitarie facilmente rintracciabili sulla rete) rispetto agli impianti fotovoltaici sorgono solo con l’intenzione di attingere incentivi. Ritrovarsi poi a 20 metri da casa un impianto dove solo le vasche di stoccaggio hanno una dimensione di m 70x70x3 e dove al loro interno vengono stoccati materiali di non ben specificata natura non è il massimo. Svilire così diverse proprietà senza poi riceverne il beneficio risarcitorio è assurdo. Cedo a lei la facoltà di farselo installare dietro casa con tanto di impatto ambientale, visivo, odorigeno e non da ultimo acustico.

    Rispondi
    • Davide Barbaresi 8 febbraio 2014, 17:39

      …mi perdoni ma il suo commento mi lascia perplesso. Questi impianti anche se costruiti nella miglior posizione, con i migliori accorgimenti progettuali e sfruttando il calore prodotto per fare teleriscaldamento DEVONO comunque accedere agli incentivi se no economicamente non si sorreggono. Lei sta dicendo INCENTIVI=IMPIANTO CHE FA SCHIFO. E poi: se le davano soldi per rivalutare la sua proprietà allora andava tutto bene?….questo e’ il paradosso italiano. Comunque non faranno probabilmente nulla per evidenti presupposti progettuali e oggettivi che mancano ( reperimento biomassa, grandezza impianto, possibilità di recuperare il calore) ma il suo malcontento e la sua disinformazione sono comuni a molti. Questa disinformazione ha portato nel tempo ha valutare in maniera assolutamente errata tutto quello che gli altri paesi fanno e utilizzano bene. Se continua a leggere le migliaia di cose su internet che sono sbagliate ( i campi elettromagnetici e neoplasie, biogas e tumori, fotovoltaici e cancro)…non facciamo altra strada

      Rispondi

Rispondi