Gli scontri tra i tifosi e polizia, il sindacato: una sconfitta per tutti

Gli scontri tra i tifosi e polizia, il sindacato: una sconfitta per tutti

FANO – Il fatto che il giorno dopo un evento sportive, così importante per la nostra provincia, ci
ritroviamo a parlare sopratutto di tifosi e poliziotti feriti anzichè di quanto avvenuto sul
campo di calcio, rappresenta sicuramente una sconfitta per tutti.
Crediamo che a prescindere dalle polemiche sulle varie responsabilità che già stanno
infuocando il dibattito, quanto avvenuto ieri ci debba servire da insegnamento per evitare
che in futuro fatti del genere accadano di nuovo.
Sia il “Benelli” a Pesaro sia il “Mancini” a Fano, dal punto di vista della gestione della
sicurezza non sono stadi adeguati: è sufficiente sottolineare che entrambi sono collocati in
mezzo a quartieri residenziali con vie di accesso, anche strette, che si snodano tra le
case.
Proprio per tale motivi, in occasioni di partite che richiamano un pubblico numeroso,
l’evento deve essere organizzato nei minimi particolari.
Innanzitutto, se la partita inizia alle 14,30 e da Pesaro arrivano 600 tifosi non si può loro
permettere di raggiungere la stazione di Fano con un treno il cui orario di arrivo è previsto
per le 13,54. Nel nostro paese i treni non brillano per puntualità e basta un piccolo ritardo
di circa un quarto d’ora, come quello accusato dal treno di domenica, per impedire ai tifosi
di raggiungere in orario lo stadio.
Inoltre, in casi del genere sarebbe opportuno, e come sindacato lo abbiamo sempre
richiesto, allestire degli autobus che in breve tempo e in sicurezza conducano i tifosi dalla
stazione allo stadio.
Domenica scorsa, come in altre occasioni, le forze di polizia hanno invece dovuto
scortare a piedi 600 tifosi dalla stazione allo stadio e, per ragioni di ordine pubblico
finalizzate a evitare contatti con la tifoseria ospite, hanno dovuto farlo evitando per quanto
possibile di percorrere vie strette all’interno del centro abitato.
Per tutta questa serie di circostanze, e non certo a causa di “procedure estenuanti
all’ingresso”, i tifosi della Vis Pesaro sono arrivati praticamente a partita iniziata e hanno
premuto per cercare di accedere velocemente all’interno dello stadio ove, l’ingresso degli
ospiti, è costituito da un unico ingresso con un solo tornello.
Da questa situazione sono scaturiti degli scontri tra le forze di polizia e purtroppo ne
hanno fatto le spese sopratutto un giovane sedicenne ed un funzionario di polizia che
hanno dovuto ricorrere alle cure dei medici.
Se I tifosi della Vis Pesaro avessero preso il treno precedente o fossero arrivati a Fano
a bordo di autobus, sicuramente non si sarebbe verificato alcun disordine, nel

rispetto delle procedure di controllo all’ingresso che le forze di polizia hanno l’obbligo di
svolgere.
Altresì, è’ emblematico che gli incidenti prima della partita tra l’Alma Fano e la Vis
Pesaro si siano verificati a una sola settimana dall’abbattimento della recinzione del
settore “Prato” del Benelli, anche perchè tale operazione si dice sia stata possibile “solo
grazie al comportamento esemplare della tifoseria pesarese nelle ultime stagioni”.
Non riteniamo che possa definirsi esemplare il comportamento di quei tifosi della Vis
Pesaro che domenica hanno danneggiato due vagoni del treno, o di quelli che sono
arrivati alla stazione di Fano avendo bevuto ingenti quantità di alcolici o di coloro che,
durante il viaggio di ritorno, hanno azionato il freno a mano del convoglio. Sicuramente i
comportamenti sbagliati di alcuni non devono ricadere su tutti ma servono un’educazione
ed una moralità diverse, sopratutto in queste circostanze.
Siamo sicuri di essere pronti nella nostra città ad assistere a partite di calcio senza
barriere o recinzioni?
Lo saremo solo se sarà avviato, sin dalla prossima partita, un percorso di reciproco
dialogo e collaborazione tra I rappresentanti delle istituzioni e i tifosi delle varie squadre, a
cominciare dai cosiddetti gruppi ultras. Solo in questo modo i giovani e le famiglie
potranno recarsi allo stadio sicuri di assistere a una festa dello sport senza rischiare di
trovarsi in un contesto di guerriglia dove volano bottiglie o si prendono bastonate.

Il Segretario Provinciale Generale SIULP PESARO
Marco Lanzi

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  1. giusta osservazione ,ma ora bisogna metterla in pratica prevenendo certi comportamenti vili da parte dei NON tifosi,il tifoso esulta,critica e ci stà anche lo sfottò verbale,ma dal settore degli ospiti arrivava di tutto,bottiglie,sassi etc..fino al punto che hanno sfondato il cancello senza però non procedere in avanti,sarebbero bastati 2 agenti in tenuta nel settore neutrale,per colpire i veri colpevoli.solidarietà ai poliz.feriti.

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