Fusione, parere favorevole del consiglio comunale di Pesaro

Fusione, parere favorevole del consiglio comunale di Pesaro

PESARO – Parere favorevole del consiglio alla proposta di legge regionale sulla fusione Pesaro-Mombaroccio (voto contrario dell’opposizione; a favore Remo Giacchi di Forza Italia). A maggioranza, passano anche due emendamenti (Fraternali-Perugini): «Le elezioni (del municipio, ndr) si convocano entro tre mesi dall’approvazione del nuovo statuto». Inoltre: «Le modifiche dello statuto che riguardano il municipio di Mombaroccio sono soggette al parere preventivo vincolante del consiglio municipale». Bettini (Fi): «Certi ideali non si comprano e non si vendono. Sono contrario alla fusione. Non si può cancellare la storia e l’autonomia di un Comune con mille anime. Non voglio rendermi complice di una compravendita». Francesca Fraternali (Pd): «La sfida va raccolta, non c’è nessun mercimonio di identità né di persone. L’unico lato negativo è volerla buttare solo in polemica. Dare una possibilità in più a Mombaroccio è un dovere». Giovanni Dallasta (Siamo Pesaro): «Si parla di un nuovo Comune e di un nuovo Statuto: in realtà non sarà così. La verità è che il Comune di Mombaroccio cederà a Pesaro tutti i suoi beni». Fabrizio Pazzaglia. (M5S): «La scelta è dei cittadini, che vanno informati preventivamente. La società e l’appartenenza a un territorio sono la base». Sul patto: «Il parere è solo del sottosegretario Bocci: il ministero dell’Interno e la corte costituzionale dicono altro». Delle Noci: «La fusione non è un ‘dare contro avere’. Si tratta di un percorso, che mantiene identità e storia, tutelate dal parere vincolante del municipio. Le leggi in vigore danno incentivi, compreso lo sblocco del patto».

Sulla fusione, è approvato un ordine del giorno presentato dal Pd (M5S astenuto, contrari Dallasta, Bettini e Renzoni, ndr). Si ribadiscono nel testo del documento, illustrato da Perugini, quattro principi condivisi dai due Comuni: «Il patrimonio di Mombaroccio resta ai mombaroccesi. Le risorse in ogni caso a disposizione per Mombaroccio in investimenti o utilizzo di spesa corrente, nel prossimo triennio, ammonteranno a quattro milioni e mezzo di euro (provenienti dai contributi statali, ndr)». Ancora: «A Mombaroccio si dovrà (e non potrà, ndr) istituire il Municipio. Che dovrà esprimere parere vincolante su ogni scelta e provvedimento che riguarderà il suo territorio». Sottolinea Matteo Ricci: «Una parte dell’opposizione la sta buttando in politica, lavora perché l’operazione non riesca. Sono terrorizzati dagli investimenti che si possono fare, guardano a prendere un voto in più e vogliono le buche nelle strade. Poi parlano di scuole e palazzi comunali da sistemare». Incalza: «Si può essere non faziosi su un obiettivo istituzionale? Basta strumentalità. Per Urbino-Tavoleto si sta facendo la stessa cosa. In quel caso le parti politiche sono invertite, ma all’opposizione di Urbino (Pd, ndr) ho detto di votare a favore. Perché parliamo delle nostre città, ma qui pur di fare un dispetto alla moglie ci si castra. La legge è scritta chiaramente. Tutti i pareri sul patto ci hanno dato garanzie: semmai bisognerebbe favorire la cosa, non lavorare contro. Lo sblocco del patto per 5 anni fa schifo? Un milione e mezzo all’anno per 10 anni dallo Stato fanno schifo? Parte dell’opposizione continuerà con gli esposti, i rinvii e le richieste di pareri. Ma questa, per me, è pessima politica». Bettini (Fi): «Interpretazione falsa e tendenziosa sull’opposizione. In realtà, se anche il Comune di Pesaro ha 30 milioni bloccati, non è questa la strada per risolvere il problema. Il problema è a monte: Ricci si muova con il governo per sbloccare il patto di stabilità in altra maniera. Non si ricorra ad espedienti che cancellano l’identità e la storia di altre persone». Pazzaglia (M5S): «Al sindaco dà fastidio la nostra presenza. Non vogliamo fare dispetti ma essere coscienti di quello che si vota, studiare e informarci. I soldi non fanno schifo a nessuno. Fa schifo, invece, vedere come vengono spesi». Carlo Rossi (Pd): «La politica ha una sua funzione. Il sindaco ha la volontà decisa di portare avanti un obiettivo. Rispetto l’opposizione ma in questo percorso il principio è istituzionale. L’ordine del giorno mette la parola fine: per Mombaroccio ci sono tutte le garanzie necessarie e richieste».

Condividi:

Rispondi