Formazione e occupazione: un binomio ancora inscindibile? Il caso esemplare dei manager italiani

Formazione e occupazione: un binomio ancora inscindibile? Il caso esemplare dei manager italiani

Investire tempo, risorse e denaro nella propria formazione è ancora oggi il metodo migliore per garantirsi l’accesso al tanto ambito mondo del lavoro. Sebbene il settore occupazionale mostri ancora dei segnali di ristagno dopo l’importante periodo di crisi, la via più certa per la propria carriera professionale rimane senza ombra di dubbio la specializzazione nella propria area di competenza. La prova? La repentina ripresa della domanda, del tasso di occupazione e delle retribuzioni delle figure manageriali attive nel medie e grandi imprese dello Stivale, a seguito del crollo registrato tra il 2011 e il 2015.

 

  • Il mercato del lavoro italiano: tra annosi limiti e spinte all’innovazione

 

L’economia italiana e, di pari passo, anche il mondo del lavoro continuano a vivere una fase altalenante nei primi mesi del 2018. Dopo aver centrato l’obiettivo di un PIL in crescita del +1,4% al termine dello scorso anno e di un’importante ripresa del settore manifatturiero, trainato in special modo dalle esportazioni, nel primo trimestre del nuovo anno la fiducia dei consumatori e delle imprese tornava ad essere in calo e il tasso di disoccupazione si stabilizzava sull’11%.

 

Le rilevazioni Istat relative al mese di marzo fotografano una situazione in lento ma costante miglioramento, con un’occupazione tornata ad eguagliare i livelli pre-crisi del 2008 (58,3%) e, soprattutto, con una incoraggiante riduzione della piaga della disoccupazione giovanile.

 

Il mondo del lavoro italiano sembra tuttavia ancora lontano dal trovare una soluzione ai problemi strutturali che oggi lo affliggono: offerta e domanda faticano ad incontrarsi e non di rado la forza lavoro giovane, anche quando in possesso di una formazione di livello universitario, si scontra con un mercato che esige competenze operative, esperienza ed una professionalità a tutto tondo che il mondo accademico fatica a costruire.

 

  • Lo strumento del master: un ponte tra formazione e carriera professionale

 

Modellare professionisti in possesso di un’ampia preparazione di base, dotandoli di un preciso metodo di lavoro e delle competenze necessarie per organizzare e svolgere le proprie mansioni in modo autonomo ancor prima di compiere il debutto nel mercato del lavoro: è questa la sfida che il mondo dell’istruzione italiano, e non solo, oggi si trova ad affrontare.

 

Come dimostra l’esperienza di tanti professionisti uscenti dalle moderne Business School italiane, la chiave di volta per avere successo nel proprio campo è rappresentata dalla possibilità di seguire dei corsi specifici nei quali si possono acquisire delle preziose abilità immediatamente spendibili nel mondo aziendale. Questi percorsi, volti a definire i ruoli e le relative competenze di figure professionali indispensabili per le aziende sono i master.

 

La connotazione principale di un master è l’alta qualità e specificità dei contenuti che vengono erogati a coloro che intendono specializzarsi, ma anche a chi già lavora e sente l’esigenza di incrementare le proprie competenze/conoscenze per progredire nella propria carriera.

Ne sono un esempio pratico i master finanza proposti dalle Business School, che, come riportato nella fonte citata, presentano una struttura a moduli ben più complessa dei tradizionali master universitari.

 

  • Le figure manageriali: tra ripresa del mercato e nuove esigenze

 

All’interno di settori così specifici come quello finanziario e/o economico, la partecipazione ad un master di questo genere costituisce il compimento ideale di un percorso di studi in economia o materie simili, nonché uno strumento prezioso per potenziare le proprie skill specialmente se già si opera all’interno di queste realtà professionali.

 

Altra peculiarità dei master post-laurea è proprio l’aspetto teorico/pratico: oltre a fornire ai partecipanti delle importanti nozioni teoriche, i master in finanza delle Business School offrono agli studenti l’opportunità di mettere in pratica quanto appreso mediante un programma didattico dinamico che comprende anche degli utili stage presso le aziende.

In questo scenario post crisi, dove i fallimenti e i licenziamenti hanno generato un + 10% del tasso di disoccupazione della categoria, i percorsi didattici volti alla continuazione della propria formazione sono diventati degli strumenti dai quali ogni professionista del comparto non può più prescindere.

 

Tra le figure manageriali più affermate, in quanto maggiormente richieste, spiccano quelle che si distinguono per una formazione di settore approfondita e specialistica, che a sua volta si fonda non solo su una profonda acquisizione di nozioni teoriche, ma anche sull’apprendimento di metodologie di lavoro di taglio prevalentemente pratico, indispensabili per gestire il lavoro all’interno di un segmento professionale dinamico e vario come quello della finanza aziendale e del controllo di

gestione.

 

  • La risposta degli enti di formazione specialistica italiani

 

L’obiettivo delle Business School è proprio quello di rispondere alle esigenze del mondo professionale, erogando lezioni frontali in aula con l’ausilio degli esperti del settore. Il piano didattico elaborato da questi prestigiosi istituti fa leva proprio sul confronto diretto tra gli allievi e i professionisti già affermati nella propria area di competenza, allo scopo di fornire ai partecipanti una professionalità acquisita attraverso l’apprendimento delle conoscenze specifiche e tramite l’attuazione di queste competenze nelle problematiche concrete della vita aziendale. Tutto questo viene fornito mediante le simulazioni, i case study e le esercitazioni pratiche.

 

La chiave del successo dei master erogati dalle Business School è proprio la vastità del know how all’interno dei programmi didattici, che, specialmente in relazione all’area tematica della finanza, può spaziare dall’elaborazione di modelli finalizzati all’analisi del bilancio, fino ad arrivare all’acquisizione delle strategie del business planning, passando per l’apprendimento di processi e meccanismi inerenti alla gestione della tesoreria.

Una volta uscito dalla Business School, il giovane specializzando possiede delle capacità già spendibili sul fronte operativo aziendale. Egli può così inserirsi all’interno di realtà di qualunque dimensione e spessore, arricchendole con le conoscenze che il master gli ha fornito.

 

  • Conclusioni

 

La formazione continua acquisibile tramite i master proposti dalle migliori Business School costituisce una preziosa passerella tra il mondo universitario e quello professionale.

Possiamo quindi affermare che un master è diventato un imperativo per chi desidera entrare già formato e pronto nel mondo del lavoro. Dopotutto, il mercato si fa sempre più competitivo e le aziende sono in cerca di risorse di valore qualificate già dai primi step.

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