Distributore di Viale Gramsci, Antognoni: “Ripristinare il progetto di Mario De Renzi”

Distributore di Viale Gramsci, Antognoni: “Ripristinare il progetto di Mario De Renzi”

FANO – “E’ stato annunciato che il comune di Fano non rinnoverà la concessione ai gestori del distributore ENI di Viale Gramsci in scadenza il 31 dicembre prossimo, dopo 55 anni dalla sua installazione. Tale esercizio commerciale ha già usufruito di proroghe concesse in anni recenti ed è perciò con soddisfazione che si può registrare il fatto che tutta la struttura potrà essere finalmente smantellata.
La sua presenza in un’area prospiciente l’edificio scolastico “Corridoni” sarebbe stata una ragione sufficiente già nel 1960 per decidere di installarlo altrove ma in quegli anni di sviluppo prorompente della motorizzazione privata la sensibilità per le ragioni della compatibilità ambientale, della salute dei cittadini e del rispetto che si deve ad un luogo educativo e ad un edificio di indubbio valore storico-architettonico, erano sopraffatte dalle ragioni dei poteri forti che misuravano lo sviluppo economico con la diffusione dell’auto privata incentivata dalla presenza delle stazioni di servizio anche in ambito urbano.
Ora lo smantellamento della struttura apre una prospettiva nuova che ha un valore sia fattuale (cosa fare in quell’area) sia simbolico (che significato dare alla scelta) sulla quale è opportuno aprire un confronto non banale a livello cittadino. E’ con questo spirito che va vista l’ indicazione di destinare l’area alla realizzazione di un parcheggio non come una scelta già fatta dalla Amministrazione comunale, tanto meno come una decisione già presa, quanto piuttosto come una proposta tra altre possibili.
E’ perciò che mi preme stimolare una riflessione che sia in sintonia con i propositi in più occasioni manifestati dalla stessa Amministrazione comunale di immaginare per Fano un progetto di città attento al rispetto dei valori ambientali, storici, culturali e dunque al loro inveramento con le decisioni coerenti da prendere ogniqualvolta uno spazio, un luogo, un manufatto, un evento, una scoperta archeologica ce ne offre la possibilità.
A me pare che la proposta di costruire un parcheggio non sia coerente con questi propositi. Fano va liberata dal traffico veicolare partendo dal suo centro storico ampliando poi l’area alle zone immediatamente adiacenti. Un progetto graduale, ma certo, che sia in grado di offrire soluzioni alternative di mobilità urbana ecosostenibile e compatibile con la salvaguardia della salute dei cittadini, il rispetto, la conservazione e la fruizione dei beni ambientali, architettonici e storico culturali (biblioteche, musei, chiese, parchi urbani…) da parte di tutti. Attualmente la piazze principali del centro storico di Fano (ad eccezione di Piazza XX Settembre) sono adibite a parcheggio così come lo sono le vie di accesso, le vie lungo le mura storiche, le aree nei pressi dei beni monumentali. La stesso accade nelle immediate adiacenze della cerchia muraria: non c’è strada o spazio libero che non siano utilizzati come parcheggio o sosta di auto cosicché viene inibita qualsiasi possibilità di muoversi con sicurezza a piedi o in bicicletta.
Perciò la realizzazione di un parcheggio in luogo del distributore di benzina assume un significato che va ben aldilà del pur limitato numero di posti-auto che sarebbe possibile realizzare in un’area così piccola, diventa il segno di una contraddizione palese tra propositi e decisione politica che Fano non può e non deve permettersi. Sono decisioni non facili ma che vanno prese nonostante le opposizioni che sicuramente emergeranno perché tutto questo ha il valore di una battaglia culturale da vincere per il futuro della città, a beneficio dei cittadini ed anche dell’economia fanese.
Questo il contesto entro cui valutare le proposte, tra le quali una in particolare spicca per essere attenta al sistema di valori che si vuole affermare ed è la restituzione di quell’area al ripristino del progetto che l’architetto Mario De Renzi elaborò quando fu incaricato (1933) di realizzare il complesso scolastico “Corridoni” così da valorizzare un edificio che ha ormai assunto un posto nella storia di Fano per i caratteri architettonici che, insieme, contiene ed ispira, ed a cui la restituzione del profilo originario è una sorta di risarcimento tardivo alla sua vocazione educativa.
Le foto dell’epoca ci mostrano un edificio per il quale il De Renzi aveva progettato l’intera area comprendente sia lo spazio attualmente destinato a distributore di carburanti sia quello opposto occupato dai giardini pubblici. Tutto questo spazio era compresa dentro un tracciato a forma di triangolo isoscele in cui le parti edificate e quelle libere erano in perfetta armonia tra loro: “… il posizionamento dell’edificio nel lotto e il dimensionamento delle diverse sistemazioni esterne (sono) il frutto di un approfondito studio geometrico. La scuola ha infatti come asse di simmetria la bisettrice dell’angolo retto che si forma tra Viale Umberto I (ora viale Gramsci) e Via Malagodi; gli ingressi laterali simmetrici di accesso al cortile interno si trovano collocati lungo le bisettrici degli altri due angoli del lotto che, esternamente alla recinzione, ripartiscono, sempre in maniera simmetrica, le due identiche aree verdi poste a contorno del fabbricato” (da: R. Montagna – S. Vitaletti, “La scuola Corridoni di De Renzi a Fano”, Pesaro, 2004).
Non sarà inoltre inutile ricordare due circostanze importanti: 1) nel progetto Del De Renzi non era compreso la parte di edificio costruita più tardi e destinata al vecchio “Patronato scolastico” ed ora parte integrante della scuola (ospita le classi a tempo pieno). Al suo posto l’architetto aveva realizzato dei giardini interni all’area scolastica contenuti quindi entro il muro di recinzione per cui la parte interna della scuola era ben visibile dall’esterno e tutto questo offriva una percezione di luminosa (possiamo ben dirlo vista l’esposizione a sud-est) armonia. 2) De Renzi aveva anche progettato la fontana posta nell’area dell’attuale distributore trasferita (non distrutta: almeno questo ci riscatta un po’) nella zona mare nei pressi della Capitaneria di porto. Il disegno originale è depositato presso l’archivio di Stato del comune. Anche questa fontana dovrebbe ritrovare il suo posto originario.
Da ultimo, ma non ultimo, offro alla considerazione di quanti vorranno criticare la mia proposta o assentivi un ulteriore e definitivo elemento di valutazione traendo spunto dalla (ancora non pubblicamente) manifestata intenzione di riportare su viale Gramsci “La città da giocare” che fino al 2005 in una domenica di maggio, riconsegnava le strada di Fano al gioco dei bambini il cui valore simbolico sarebbe certamente contraddetto da un nuovo parcheggio che, invece di scoraggiare incentiverebbe l’uso dell’auto a discapito di mezzi alternativi.
Il significato del ritorno della “Città da giocare” su viale Gramsci, (confinata in Viale Adriatico dalle Giunte Aguzzi a partire dal 2005), è appunto quello di far comprendere la incompatibilità del traffico urbano, nella forma invasiva che quotidianamente assume proprio in questa zona della città, con le esigenze della vita di ciascuno che il gioco dei bambini emblematicamente rappresenta. E che perciò interpella fortemente la coscienza degli adulti a cui spettano le decisioni politiche. Anche per questa ragione la coerenza tra il dire e il fare sarebbe altamente apprezzata”.

Fausto Antonioni
Dirigente scolastico
Coordinatore PD Bellocchi-Falcineto

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  1. bella idea il giardinetto al posto del distributore. Anche il parcheggio sarebbe però utile al centro cittadino soffocato dalle auto. Dato che l’area del distributore dovrà essere bonificata asportando le cisterne sotterranee e la terra intorno, perchè non pensare ad un parcheggio interrato lasciando pertanto la parte superfiaciale a giardinetto?

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