“Caro Renzi”: il sindaco Seri e il presidente Minardi scrivono al Premier sul caso Saimpem

“Caro Renzi”: il sindaco Seri e il presidente Minardi scrivono al Premier sul caso Saimpem

FANO – Il sindaco Massimo Seri ha inviato questa mattina una lettera, scritta a quattro mani con il presidente del Consiglio di Fano Renato Claudio Minardi, al Presidente Matteo Renzi sul caso Saipe:

Al Presidente del Consiglio dei Ministri
Dott. Matteo Renzi

Gentile Presidente,
ci rivolgiamo a Lei con la speranza di porre alla Sua attenzione quello che sta accadendo nella città che amministriamo da giugno. Fano è una cittadina di oltre 60 mila abitanti che, come tutte, sta affrontando il difficile momento dovuto alla crisi economica del Paese. Il nostro territorio, per naturale vocazione legato all’industria nautica, ha già subìto gli effetti della crisi legata a questo settore ed è ormai entrato a far parte di quella storia quotidiana fatta da imprenditori ed aziende che decidono di abbandonare il Paese lasciandosi alle spalle un deserto occupazionale e risorse sprecate. Una storia crudelmente banale che, calata nella realtà della città che amministriamo e in cui viviamo, si trasforma nella dura quotidianità di tante nostre famiglie.

In questa lettera volevamo parlarLe di Saipem, azienda leader mondiale nel settore dei servizi per l’industria petrolifera onshore e offshore, partecipata ENI (43%), che occupa in Italia circa 7.500 persone con centri direzionali a Fano, S.Donato Milanese, Ravenna, Roma, Vibo Valentia e altre attività strategiche anche in regioni che come la Sardegna soffre di problemi occupazionali da tenere in seria considerazione. Saipem alimenta un indotto di circa 12,700 fornitori che, con i propri lavoratori, colloca l’azienda ai vertici dell’occupazione nazionale.

Alla luce di questi dati e considerato il delicato contesto economico la preghiamo di esaminare con attenzione quello che sta accadendo: si parla da tempo di una possibile dismissione da parte di ENI del pacchetto azionario e di una conseguente acquisizione di Saipem da parte di soggetti esteri. Uno scenario che produrrebbe pesanti e negative ripercussioni sul sistema industriale del nostro territorio e del Paese con un pregiudizio per il mantenimento di un’occupazione altamente qualificata e riconosciuta a livello internazionale per la sua specifica professionalità. L’Italia intera perderebbe un’eccellenza a livello mondiale in questo settore industriale.

Tale processo comporta ovviamente una totale perdita di sicurezza e di garanzia per i lavoratori: come Amministrazione Comunale abbiamo già organizzato diversi incontri ai quali hanno partecipato gli Onorevoli eletti in questo territorio. Ci sono scioperi molto partecipati e i giornali ne stanno parlando con molta insistenza. Tutti uniti per scongiurare la volontà di ENI di cedere il controllo dell’azienda ad operatori esteri.

Insieme stiamo cercando di far capire al mondo politico l’enorme preoccupazione che le perdite economiche e la caduta del titolo in Borsa stanno provocando ai lavoratori, alle loro famiglie e al territorio. E’ necessario a questo punto attivare quei tavoli di confronto che consentano a Saipem la permanenza in Italia e per evitare l’ennesimo episodio di un’impresa che abbandona il Paese e i lavoratori che le hanno permesso di esistere.

Ci rivolgiamo a Lei per far si che quella di Saipem non diventi una delle tante storie, banali e crudeli, di aziende che scelgono l’estero lasciandosi dietro le risorse che l’hanno creata e cresciuta e restituendo all’Italia quello scenario cupo di disoccupazione e di occasioni mancate che purtroppo sempre più spesso la caratterizzano.

Cordiali saluti,

Fano, 21 novembre 2014

Minardi Renato Claudio Seri Massimo
Presidente del Consiglio del Comune di Fano Sindaco di Fano

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  1. inutile questa lettera… non la leggerà mai Renzi. Solo uno specchietto per le allodole…cioè i cittadini fanesi e i dipendenti saipem. Qui occorrono interventi forti a livello governativo, non letterine a babbo Natale Renzi..

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