Caos dopo la partita, ecco perchè il dispositivo non ha funzionato – VIDEO

Caos dopo la partita, ecco perchè il dispositivo non ha funzionato – VIDEO

FANO – A distanza di ventiquattro ore dal triplice fischio finale, non si sono ancora sopite le polemiche da parte dei sostenitori del Fano, sulla gestione dell’ordine pubblico disposto dalla Questura di Pesaro e Urbino nell’ambito dell’incontro di calcio di serie D, Alma Juventus Fano – Sambenedettese vinto dagli ospiti per 4 a 1. I fatti: al termine della gara gli spettatori locali (circa 2.500-3.000 persone) dopo essere usciti dallo stadio che dà su via Metauro si dirigono in gran parte verso il centro storico, ma all’altezza del Bar Metauro trovano la strada sbarrata da un gruppo di agenti in tenuta antisommossa. Alla richiesta di poter passare per andare alle proprie auto si sentono rispondere che non è possibile.

Una imposizione giudicata dagli astanti incomprensibile e assurda e che ha subito fatto salire la tensione alle stelle. Nel dispositivo messo a punto il giorno stesso della gara dalla Dirigente del Servizio di Ordine Pubblico della Questura di Pesaro Urbino, la priorietà evidentemente era quella di far ripartire in tutta fretta i tifosi della Sambenedettese, per poi lasciar passare la tifoseria locale. Chi lo ha pensato però ha sbagliato clamorosamente i tempi. Far spostare a piedi 552 persone pugnaci, non è un’operazione che si può concludere in dieci minuti. E bloccarne dall’altra parte più di duemila, tra cui altrettanti tifosi, è già di per se irrazionale (anche solo numericamente).

Poi cosa è successo ? Semplice, quando i tifosi ospiti hanno raggiunto via Metauro a piedi per andare alle rispettive autovetture, molte delle quali erano state parcheggiate al Foro Boario e al pronto Soccorso, si sono trovati a pochi metri di distanza i tifosi avversari. Ne consegue quello che chiunque può immaginare.

Il resto è cronaca. Spintoni, tafferugli, urla e sfottò. Una ragazza è stata soccorsa da un’ambulanza, il dirigente del commissariato di Fano Seretti è stato colpito ad un orecchio con una manata, un agente durante la manovra di un furgone della Polizia è stato urtato contro un muro. Quando il corteo è scemato, dopo circa 35 minuti (minuto più minuto meno),  gli spettatori fanesi sono stati “liberati”.

Le polemiche sono poi proseguite sui Social network dove sono state postate foto, video e soprattutto commenti al veleno contro chi ha gestito l’ordine pubblico. E sulla graticola c’è finito il dirigente del Commissariato di Fano Stefano Seretti, che però a onor del vero non ha colpe, in quanto per la partita di cartello di ieri, non era lui a dirigere il Servizio d’Ordine Pubblico dentro e fuori lo stadio.

Per farla breve Seretti ha dovuto sottostare alle disposizioni impartite da un suo superiore e farle rispettare. Così ha fatto, mettendoci la faccia (in tutti i sensi) anche di fronte ai tifosi del Fano. Ultima considerazione: saranno stati sbagliati i modi, ma il risultato la Questura l’ha ottenuto lo stesso. Doveva evitare lo scontro tra le tifoserie, e così è stato. Rischiando grosso, certo, come quando si gioca alla roulette russa. Le tifoserie si sono sfiorate ma senza toccarsi.

L’auspicio è che il dispositivo di sicurezza a Fano venga rivisto. Almeno così si augurano in molti.  Chi ieri era con la prole al seguito, dopo questa brutta esperienza, ha giurato di non mettere più piede allo stadio. E questo non è un bel segnale. Per correre ai ripari una cosa da fare nell’immediatezza ci sarebbe: individuare subito nel quartiere San Lazzaro,  adiacente al campo sportivo, alcuni parcheggi ad hoc per i tifosi ospiti, e soprattutto segnalarli con dei cartelli stradali (oggi inesistenti) già all’uscita dell’Autostrada. Uomo avvisato…

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