Campagna di sensibilizzazione della Polizia di Stato “Questo non è amore”.

Campagna di sensibilizzazione della Polizia di Stato “Questo non è amore”.

In occasione della giornata internazionale delle donne dell’8 marzo p.v., la Polizia di Stato rilancia la campagna di sensibilizzazione “…questo non è amore” con iniziative sul Territorio Nazionale, quali camper, pullman, gazebo e altri momenti d’incontro, volte a rompere l’isolamento e il dolore delle vittime di violenza di genere, offrendo il supporto di un’equipe di operatori specializzati e da rappresentanti dei centri antiviolenza.
Un progetto che ha già consentito di contattare oltre 18.600 persone, in maggioranza donne, su tutto il Territorio Nazionale, diffondendo informazioni sugli strumenti di tutela e di intervenire su situazioni di violenza e stalking.
In tale contesto la Questura di Pesaro e Urbino, dalle ore 09.00 alle ore 12.00 del 7 marzo 2017 (data scelta per evitare sovrapposizioni con analoghi eventi previsti per il successivo giorno 8), all’interno dei locali dello Sportello informativo del Centro per le Famiglie del Comune di Pesaro, ubicati in questa Via Rossini (ingresso accanto al teatro Sperimentale) e messi a disposizione da quell’Amministrazione, ha organizzato un gruppo di lavoro composto da operatori esperti della Divisione Anticrimine, della Sezione Specializzata della Squadra Mobile e dell’Ufficio denunce e da un rappresentante della Rete Antiviolenza, che curerà l’informazione sulla tematica della violenza di genere e garantirà l’ascolto delle persone che lo richiederanno, ponendo particolare attenzione alle eventuali segnalazioni relative a situazioni che necessitano di interventi da parte delle Autorità competenti, attivando le previste procedure per l’assistenza alle vittime. Detta attività verrà coordinata dal Dirigente la Divisione Anticrimine dott.ssa Natalina Baiocchi.
Sebbene negli ultimi due anni i delitti di femminicidio, violenza sessuale, maltrattamenti in famiglia ed atti persecutori abbiano registrato una flessione, il numero assoluto delle vittime continua comunque ad essere inaccettabile, senza considerare l’esistenza di un “sommerso” che spesso non si traduce in denunce, come insegna l’esperienza di polizia e delle associazioni da tanti anni impegnate su questi temi. Per tale motivo l’impegno non solo nella repressione ma anche e soprattutto nell’attività di prevenzione del fenomeno non può certo venir meno.
Basti pensare che ogni tre giorni e mezzo avviene in media l’omicidio di una donna in ambito familiare o comunque affettivo, mentre ogni giorno, sempre ai danni di donne, si registrano 23 atti persecutori, 28 maltrattamenti, 16 episodi di percosse, 9 di violenze sessuali.

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