Ambulanze: lavoratori allo stremo, incontro tra le parti in Prefettura – VIDEO

Ambulanze: lavoratori allo stremo, incontro tra le parti in Prefettura – VIDEO

 Procedure non rispettate, lungaggini burocratiche sono alla base del mancato versamento degli stipendi. Completo disinteresse sul destino dei lavoratori, anche oggi in Prefettura, si registrano fatti gravi sia dal livello dirigenziale istituzionale che dal livello imprenditoriale, se di impresa possiamo parlare. La Coop “Solaris” rappresentata per l’ennesima volta da un soggetto nuovo che, seppur munito di delega di rappresentanza, ammette di non aver nessun potere decisionale sulla vertenza con enorme stupore non solo delle parti sociali ma anche della stessa Prefettura. Improvvisamente disconoscono, pur non essendo cambiati i soggetti,  le procedure di riconoscimento essenziali per il pagamento delle fatture. Ci informano che  il 16 Ottobre, in ottemperanza alle decisioni assunte in sede ministeriale il giorno 08 Ottobre, provvedono all’invio delle fatture relative al periodo Aprile-Giugno ma dimenticano di fornire all’Area Vasta 1 la giustifica delle stesse impedendo di fatto il controllo ed il conseguente pagamento delle stesse. D’altro canto però la stessa Area Vasta non comunica per iscritto tale mancanza e di fatto non accerta nulla. E’ doveroso, da parte nostra, sottolineare che l’Area Vasta nella persona del Dott. Gigliucci, direttore amministrativo Asur Marche, nella seduta odierna, si era mostrato disponibile all’intervento in surroga a favore dei lavoratori previa consegna dei cedolini paga dei singoli  per l’effettuazione dei pagamenti, tutto ciò ostacolato dall’immotivato nonché incomprensibile diniego della Coop Solaris. E’ sconcertante che un servizio essenziale come il trasporto sanitario venga affidato a soggetti capaci di tale “ Irresponsabilità”. Le vittime, ancora una volta, sono i lavoratori che ogni giorno garantiscono lo svolgimento del servizio non ricevendone il dovuto compenso.

Le OOSS in questo scandaloso contesto decidono di proseguire con le azioni di lotta pertinenti al servizio e quindi ribadiscono lo stato di agitazione proclamato e annunciano altresì l’avvio di una serie di azioni di protesta attraverso manifestazioni pubbliche nei giorni a seguire

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