Sala strapiena per il convegno “Fare impresa in periodo di recessione”

Sala strapiena per il convegno “Fare impresa in periodo di recessione”

FANO – Innovazione e fiducia nei propri giovani. Sono queste le vie su cui hanno concentrato le proprie attenzioni i relatori che hanno partecipato al convegno “Scenari economici locali. Fare impresa in periodo di recessione” che si è svolto ieri a Palazzo San Michele e che ha riscosso molte attenzioni vista la grandissima partecipazione con la sala che ha fatto fatica a contenere tutti i presenti. Dopo il saluto del presidente del Centro Studi Jacopo Frattini che ha organizzato l’iniziativa, il consigliere regionale Mirco Carloni ha portato i saluti del consiglio regionale affermando: “Sono lieto di essere qui per analizzare insieme a voi quali possono essere le scelte strategiche che le nostre imprese possono prendere con successo. Gli illustri relatori che provengono da mondi diversi affronteranno il tema con analisi e grande scientificità perché con il loro successo sono riusciti ad essere protagonisti”.

Tonino Pencarelli, docente all’Università di Urbino, ha rimarcato il focus sulle nuove sfide Da cogliere: “Per contrastare la recessione è fondamentale aprirsi, individuando nuovi mercati. Il primo è quello dell’on-line, molte aziende non sono capaci di utilizzare questo canale e di ricavarne benefici. Non capiscono l’opportunità del web. Il secondo è quello dell’internazionalizzazione, è necessario adottare una strategia strutturata per uscire dai confini nazionali. Ma se dovessimo individuare delle politiche per lo sviluppo delle nostre aziende al primo posto c’è l’innovazione. Non solo tecnologica, ma in senso ampio. Parlo di innovazione della qualità, di quella manageriale, innovazione nei modelli di business. Mi permetto di aggiungere che in questo senso sarebbe importante ed efficace assumere neo laureati che possano portare nuove idee per rendere più snelli i processi. Non dimentichiamoci che diventa prioritario sostenere la creazione di nuove imprese disegnando una rete di collaborazione tra loro. Molto spesso dietro gli insuccessi c’è l’isolamento aziendale. In aggiunta dovrebbero essere messe in capo azioni volte a formare i nuovi imprenditori e intercettare i talenti dei nostri territori che molto spesso decidono di emigrare in altri paesi per colorare i propri sogni professionali”.

Tommaso DI Sante, presidente regionale di Coldiretti e membro della giunta regionale della Camera di Commercio ha fatto leva sul coraggio del mondo agricolo: “Il mondo agricolo in questa crisi ha cambiato pelle. C’è stata una evoluzione con un nuovo metodo e nuovi paradigmi. Oggi il mondo agricolo si è appropriato in particolare modo di una nuova visione. Questo settore ha avuto una grande voglia di ricominciare ed è testimoniato dai numeri: se guardiamo l’occupazione dal 2008 al 2016 c’è stato un incremento del 21% di forza lavoro. In questo scenario però non possiamo dimenticare il sisma che ha messo in ginocchio la nostra regione. In questo nuovo modello di business legato al mondo agricolo è vitale valorizzare le nostre eccellenze, le nostre qualità. Nel nostro territorio le aziende sono in fermento, hanno idee e voglia di mettersi in gioco. E’ auspicabile che questo elemento venga valorizzato e sia stimolato attraverso l’impegno del mondo istituzionale”.

L’imprenditore Massimo Berloni, presidente di Arcadia e azionista Dondup, tra le sue tesi che considera primarie affida il protagonismo ai giovani. “Il futuro deve essere messo nelle mani dei giovani. L’aspetto prioritario è valorizzarli. Io ho una vaga sensazione, a volte l’Università cerca il numero degli iscritti, ma non la qualità. Io sono positivo per natura, ma per essere positivi bidona essere realisti. Io vengo da una cultura in cui il dono più importante era lasciare campo fertile ai nostri figli. Noi in realtà abbiamo bruciato non quello che abbiamo fatto oggi ma quello che abbiamo fatto ieri. Per rilanciare il futuro i miei suggerimenti vanno proprio in questa direzione. Il mondo pensa velocemente e bisogna adeguarci a questo sistema. Molte volte sento i numeri di questa crisi, ma mai la causa. Concludo dicendo che secondo me se dovessi rinascere investirei il mio tempo cercando nuove vie per fare star bene la gente, consumando il meno possibile ed inquinando il meno possibile. Il futuro sarà legato al benessere personale”.

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