25 aprile, Ricci: “ripartire dai valori della Repubblica”

25 aprile, Ricci: “ripartire dai valori della Repubblica”

PESARO – «Festeggiare il 25 aprile significa ripartire dai valori che appartengono indiscutibilmente alla nostra storia e fondano in maniera oggettiva la nostra identità comunitaria ». Così il presidente della Provincia Matteo Ricci, che in occasione della Festa della Liberazione interverrà alle celebrazioni in programma domani a Pesaro e Borgo Santa Maria. «Ogni ragazzino ha i suoi eroi – prosegue Ricci -. I miei sono stati i nostri partigiani. Molti di loro ci hanno lasciato. Alcuni, invece, sono qui tra noi, a ricordarci che i valori della lotta di Liberazione sono il pilastro della Repubblica italiana. La Resistenza rappresenta l’affermazione degli ideali che oggi ritroviamo nella Costituzione: la libertà, l’uguaglianza, la democrazia e la solidarietà. Il nostro territorio l’ha vissuta in prima persona ed è sempre stato una grande cerniera nazionale, geografica e valoriale. Con i ragazzi delle scuole l’abbiamo sempre evidenziato, in questi anni, visitando anche il lager nazista di Auschwitz, dove abbiamo portato idealmente la memoria dell’Italia unita “per non dimenticare”. Un’esperienza intensa, che nuovamente ci ha fatto riflettere su una delle pagine più buie dell’umanità, pianificata e realizzata dai regimi nazi-fascisti, ma combattuta con coraggio attraverso la Resistenza». Sul territorio: «E’ innegabile che la provincia di Pesaro e Urbino abbia avuto un ruolo determinante nella Liberazione. Pensiamo all’esempio di uomini come Erivo Ferri, militante antifascista e perseguitato politico o Nello Iacchini, che salvò la vita al primo ministro britannico Winston Churchill. Ed ancora all’importanza della valle del Foglia, attraversata dalla Linea gotica: da qui cominciò veramente la guerra di liberazione. Ora l’esempio dei nostri partigiani, anche grazie al lavoro dell’Anpi provinciale, rivive nella memoria delle nuove generazioni. Un patrimonio che va custodito e difeso. L’eredità tramandata dalla storia deve spingerci ancora, oggi più che mai, a rimarcare il senso della nostra identità».

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